Se dovessi racchiudere questo lavoro in una parola sarebbe umanità. Ritraggo bambine perché davanti all'infanzia ognuno ripensa alla propria storia e al giudizio degli altri. Le sculture mostrano con discrezione i tratti del labbro leporino, della sindrome di Down e dell'acondroplasia, senza cadere nel grottesco: l'equilibrio tra giovinezza e difformità vuole restituire dignità a ciò che la società giudica non conforme.
Il progetto nasce con la mia tesi di diploma di secondo livello, Ars et Deformitas — difformità anatomiche nella storia dell'arte (Accademia di Belle Arti di Carrara, 2023), e ha vinto la XVII edizione del Premio Nazionale delle Arti, sezione Scultura. Esposto dal 3 dicembre 2023 al 14 gennaio 2024 nella biblioteca dell'Accademia. Ogni ritratto è scolpito a mano in marmo di Carrara, cm 30 × 30 × 40 circa, 20 kg circa: base geometrica lucida, pelle opaca, capelli lavorati a scalpello.













